Un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti. E’ stata siglata la “Carta di Amalfi”, un patto che coinvolge le città simbolo d’Italia particolarmente interessate dagli afflussi dei visitatori provenienti da tutto il mondo. Oltre 25 i sindaci e gli amministratori pubblici che si sono ritrovati all’Arsenale di Amalfi per il summit nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile”, in cui si è discusso di temi cruciali quali ospitalità e residenzialità, mobilità e sicurezza e spazi pubblici.
Il dibattito ha coinvolto rappresentanti di diverse città italiane, tra cui Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Polignano a Mare, Taormina, Capri e Positano, ma anche del Cilento, come Pollica, Castellabate e Ascea. Sul tavolo, le sfide che coinvolgono comuni con necessità particolari, distribuiti tra Nord, Sud e Isole, diversi tra loro ma accomunati dalle stesse opportunità e criticità, che si trovano a dover gestire picchi di presenze sui propri territori significativamente superiori rispetto al totale della popolazione residente, con un impatto sulla comunità locale, la tenuta dei servizi pubblici, le infrastrutture e la sicurezza.
Tra le principali proposte, i comuni della neonata rete chiedono strumenti per disciplinare l’offerta dei posti letto turistici, una maggiore flessibilità sia nella fiscalità locale che nelle assunzioni di personale a tempo determinato, in particolare per il controllo del territorio e la gestione dei flussi elevati, ma anche poteri normativi per fronteggiare i picchi, con l’ottimizzazione dei trasporti e delle infrastrutture di ricezione.