E’ da venti giorni che Kai Dausel, il 62enne accusato dell’omicidio della compagna Silvia Nowak, ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Ariano Irpino, dove è detenuto dallo scorso dicembre. Una protesta da parte dell’unico indiziato per l’efferato delitto, avvenuto a Ogliastro Marina, nel comune di Castellabate, nell’autunno del 2024, motivata dal fatto di non avere ricevuto alcun riscontro dalla Procura di Vallo della Lucania, a cui l’uomo pare abbia chiesto più volte di essere ascoltato, forse per fornire ulteriori elementi che possano scagionarlo.
Il 62enne originario della Germania, infatti, si è sempre professato innocente e avrebbe anche più volte lamentato al Consolato tedesco, con il quale è in stretto contatto, il trattamento carcerario nel penitenziario avellinese, avendo difficoltà, a suo dire, persino nel reperire gli articoli necessari alla sua igiene personale. Da qui la decisione di iniziare lo sciopero della fame, come segno di protesta per non aver ricevuto ancora risposte dai magistrati.
Dausel, lo scorso 16 dicembre, al culmine di capillari indagini, è stato arrestato con le accuse di omicidio aggravato e distruzione di cadavere della compagna Silvia Nowak, sua connazionale di 53 anni. Il corpo della donna, in parte carbonizzato, venne ritrovato diversi giorni dopo la sua morte, precisamente il 18 ottobre, nella pineta alla spalle dell’abitazione della coppia.